Ragade anale: cause, sintomi e opzioni di trattamento

Crepa in una sezione di legno come immagine simbolica di una ragade anale

La ragade anale è una dolorosa lesione della mucosa nella zona del canale anale. È un disturbo frequente che può provocare fastidi e dolori. In questo articolo analizziamo cause, sintomi e possibili trattamenti di questo comune problema di salute.

Indice:

La ragade anale è una lesione della mucosa al centro del canale anale (anoderma) che provoca dolore soprattutto durante la defecazione e in caso di stitichezza. Le ragadi anali si presentano sia come disturbo acuto sia cronico. Questa guida fornisce informazioni e consigli medici e presenta un nuovo metodo di autotrattamento con dilatatori FMS.

Cause e sviluppo della ragade anale

Chiunque può essere colpito da una ragade anale, ma esse compaiono particolarmente spesso tra i 30 e i 40 anni. Ecco una panoramica delle cause e dei fattori che contribuiscono allo sviluppo delle ragadi anali:

  1. Defecazione e comportamento sul WC
  2. Malattie intestinali
  3. Cause esterne (spesso pratiche sessuali senza preparazione)

    1. Defecazione e comportamento sul WC

    Probabilmente la causa più frequente delle ragadi anali è la stitichezza con feci dure. Più le feci sono dure, maggiore è la pressione necessaria per evacuarle, quindi una corretta alimentazione è importante. Ma è importante anche il comportamento durante la defecazione stessa: se ci si trova in una posizione scorretta, l’espulsione delle feci diventa ancora più difficile e può svilupparsi una ragade anale. In questo caso il quadro clinico viene definito ragade anale primaria. Abbiamo illustrato osservazioni sul corretto comportamento sul WC nella nostra guida sulle emorroidi.

    2. Malattie intestinali

    Le persone con determinate malattie intestinali hanno un rischio maggiore di sviluppare una ragade anale. Il motivo non risiede tanto in una singola causa, quanto in un circolo vizioso di dolore, spasmo muscolare e alterazione della circolazione sanguigna.

    Malattie come diarrea cronica, infiammazioni nella zona rettale (ad esempio criptite), emorroidi oppure malattie infiammatorie croniche intestinali come morbo di Crohn e colite ulcerosa provocano spesso una irritazione permanente della regione anale. Questa irritazione può causare uno spasmo riflesso dello sfintere anale interno. Il tono muscolare costantemente elevato aumenta la pressione nel canale anale e riduce contemporaneamente la circolazione sanguigna locale della mucosa.

    Una regione anale scarsamente irrorata e contratta è però molto più soggetta a piccole lacerazioni durante la defecazione. Se si sviluppa una ragade anale, il dolore aumenta ulteriormente lo spasmo dello sfintere. La ridotta circolazione impedisce una guarigione adeguata della ferita, così la ragade persiste o diventa cronica.

    In questi casi si parla di ragade anale secondaria, poiché non è causata principalmente da feci dure o da sovraccarico meccanico, ma come conseguenza di una malattia intestinale sottostante.

    3. Cause esterne

    Influenze come penetrazione anale senza preparazione oppure altre pratiche sessuali estreme nella zona anale, come l’introduzione nell’ano di oggetti inadatti o estremamente grandi, possono provocare dolorosi spasmi anali, lesioni della mucosa e ragadi anali. Le ragadi anali possono anche avere conseguenze croniche.

    Va precisato che più raramente sono le pratiche sessuali stesse a essere la causa, bensì la mancanza di cautela o attenzione quando le persone vogliono sperimentare i propri limiti corporei. Soprattutto sotto l’effetto di alcol o droghe, quando vengono introdotti analmente oggetti che non possono più essere rimossi autonomamente, spesso è necessario ricorrere all’aiuto medico o al pronto soccorso di una clinica.

    Diagnosi

    La figura medica corretta in caso di dolori o problemi nella regione anale è il/la proctologo/a oppure il/la gastroenterologo/a. La descrizione dei disturbi e dei sintomi da parte della paziente / del paziente e l’osservazione visiva con palpazione della zona anale da parte del medico sono generalmente sufficienti per una diagnosi.

    Molto frequentemente, cioè in circa il 90 % dei casi, la ragade si trova in posizione ore 6 (dal punto di vista dell’esaminatore con il/la paziente sdraiato/a sulla schiena, in basso verso il coccige) e si sviluppa longitudinalmente verso il centro, quindi vicino e parallelamente al coccige; più raramente in posizione ore 12 (= verso il perineo) e molto raramente in altre posizioni dello sfintere. Alla palpazione si percepisce un ispessimento, eventualmente anche un’ulcerazione molto dolorosa. Spesso si nota anche una forte tensione dello sfintere (= aumento del tono sfinterico), che può arrivare fino allo spasmo anale.

    Nella formulazione della diagnosi devono essere escluse emorroidi e trombosi anali. Talvolta il/la medico/a esegue una proctoscopia (endoscopia del retto) in anestesia locale – generalmente dopo la fase acuta – per escludere altre patologie. Se i sintomi persistono fino a tre mesi, la ragade viene ancora classificata dai medici come “acuta”; successivamente viene definita “cronica”. Una ragade anale cronica presenta anche un aspetto differente: i margini della ferita sono già (parzialmente) cicatrizzati a causa degli spasmi periodici e si sviluppa una papilla anale ipertrofica (molto grande). Inoltre si osservano gonfiore e talvolta anche una cosiddetta marisca o piega cutanea, la cosiddetta “piega sentinella”.

    Illustrazione anatomica del canale anale con sfintere interno ed esterno e ragade anale

    Sintomi della ragade anale

    I primi sintomi evidenti sono generalmente dolori pungenti o brucianti intensi durante la defecazione, accompagnati da sanguinamenti rosso vivo, quindi freschi. I disturbi continuano anche dopo essere andati in bagno e l’ano può successivamente prudere o trasudare. Se questi sintomi persistono per diversi giorni, si crea spesso un circolo di sofferenza: per paura di ulteriori dolori il/la paziente tende a rimandare la defecazione. Questo provoca una defecazione ancora più difficile e un rischio maggiore per lo sfintere anale. La ragade si ingrandisce a causa della stitichezza ricorrente, il dolore aumenta e si sviluppa uno spasmo anale. Questo riduce la circolazione sanguigna e aumenta ulteriormente la stitichezza, rendendo la guarigione ancora più difficile e così via.

    Trattamento della ragade anale

    Per un trattamento efficiente e allo stesso tempo molto delicato risultano ideali i dilatatori FMS. Qui scoprirai esattamente come agiscono e vengono utilizzati i dilatatori FMS nelle ragadi anali.

    Una parte importante della terapia delle malattie della zona anale è sempre evitare la stitichezza e favorire feci morbide. Alcuni medici prescrivono farmaci come supposte lassative in combinazione con pomate antidolorifiche. Tuttavia, invece dei farmaci, feci morbide possono essere ottenute anche con rimedi naturali: sono consigliati alimenti ricchi di fibre come prodotti integrali, cereali, patate, verdure, legumi, frutta, in particolare prugne secche, e abbondanti liquidi. Al contrario è meglio evitare dolci come torte e cioccolato. Anche una masticazione accurata del cibo è molto importante. Fondamentale è anche il comportamento durante la defecazione: evita di spingere freneticamente o sotto pressione del tempo, prenditi il tempo necessario.

    Anche l’igiene corretta è importante: dopo aver asciugato l’ano con carta asciutta dovrebbe seguire una pulizia con acqua o con un panno umido. Dovresti evitare la carta igienica umidificata, perché spesso distrugge l’importante flora cutanea (oltre a essere molto dannosa per l’ambiente). Per mantenere la pelle elastica e favorire la guarigione della ferita puoi utilizzare una pomata. Le misure sopra descritte corrispondono essenzialmente a quelle che spieghiamo dettagliatamente nella guida trattamento delle emorroidi. Se i disturbi non migliorano entro tre mesi, può essere eseguito un intervento chirurgico in clinica, la cosiddetta fissurectomia. In questa terapia vengono rimosse le alterazioni cutanee attorno alla ragade, creando una ferita fresca che generalmente guarisce bene. Ma non è necessario arrivare a questo:

    La misura più importante nel trattamento di ragade anale, lacerazione anale o spasmo anale consiste nel ridurre la pressione permanente dello sfintere anale rilassando la tensione muscolare.

    Dal punto di vista della medicina convenzionale, la sequenza terapeutica è generalmente la seguente: nella fase acuta vengono prescritte pomate da applicare più volte al giorno. Contengono un anestetico locale e una sostanza rilassante. Lo scopo è che 1. la defecazione non sia più (così intensamente) dolorosa, evitando quindi di rimandare l’evacuazione e che 2. l’elevata tensione muscolare si riduca. In alternativa alla misura chirurgica sopra descritta, nei casi cronici possono essere utilizzate iniezioni di Botox nello sfintere. Questo viene così calmato e parzialmente paralizzato. In questo modo la tensione muscolare si riduce, ma può verificarsi anche una temporanea incontinenza. Questa scompare con la diminuzione dell’effetto del Botox.
    Pomate e Botox combattono soltanto i sintomi, ma non modificano preventivamente la predisposizione fisica o psicologica. Questa può essere modificata solo attraverso un trattamento attivo, cioè tramite il trattamento personale della/del paziente.

    Rilassamento dello sfintere con dilatatori

    La dilatazione (allungamento) dell’ano con bastoncini dilatatori, i cosiddetti dilatatori (originariamente: dilatatori), agisce direttamente sulla causa del problema. Inoltre il trattamento può essere effettuato dalle persone interessate senza contatto con medico/a, quindi in qualsiasi momento e in base alle proprie necessità personali.

    Tuttavia il trattamento con dilatatori tradizionali non è del tutto privo di problemi:

    • La forma conica (che si ispessisce) dei dilatatori tradizionali provoca sì una dilatazione, ma genera anche una pressione sempre maggiore quanto più profondamente il dilatatore viene introdotto. Questo può provocare la riapertura della ragade.
    • Materiali come silicone o plastica non sono particolarmente scorrevoli.
    • Una scelta delle dimensioni spesso troppo grossolana favorisce ulteriormente i fattori sopra descritti. Proprio il trattamento delle ragadi anali richiede una gradazione molto fine delle misure, quindi un vasto assortimento di dilatatori per selezionare il set corretto.

    L’alternativa: terapia con dilatatori FMS

    Gamma di dilatatori FMS Theros® in vetro borosilicato da 14 a 46 mm, misure più piccole per il trattamento delicato della ragade anale.


    Differenze rispetto ai dilatatori tradizionali:

    • Forma aerodinamica invece che a cuneo – scorrono più facilmente nel corpo e generano un delicato massaggio durante il movimento avanti e indietro
    • In vetro borosilicato estremamente liscio invece che in silicone – praticamente senza attrito
    • Numerose dimensioni per un adattamento preciso alla fisicità individuale, al grado di gravità e allo stadio della ragade anale.

    Queste caratteristiche speciali consentono un utilizzo estremamente delicato ed efficiente.

    Come dispositivo medico certificato, l’efficacia dei dilatatori FMS Theros®è comprovata.

    Il vetro borosilicato è estremamente resistente alla rottura, molto igienico perché la superficie non presenta pori e, rispetto alla plastica, particolarmente facile da pulire. Per supportare l’eccellente scorrevolezza del materiale ed evitare qualsiasi irritazione, durante l’utilizzo dovresti usare un lubrificante medicale di alta qualità.

    I dilatatori FMS in vetro sono adatti anche al trattamento di:

    Domande frequenti & risposte

    Cos’è una ragade anale?

    Si tratta di una lacerazione della mucosa nell’ano, generalmente nella zona centrale superiore (= verso il coccige) dell’ano.

    Quali sono i sintomi tipici di una ragade anale?

    Si manifestano dolori pungenti durante e dopo la defecazione, accompagnati da sanguinamento visibile direttamente sulle feci o sulla carta igienica. Per paura del dolore non è raro reprimere la defecazione. Questo provoca feci più dure che, durante l’espulsione, aggravano ulteriormente la ragade anale – un circolo vizioso.

    Cosa fare in caso di ragade anale?

    Prima di tutto dovresti favorire feci morbide; per questo sono necessari: adeguata assunzione di liquidi e alimentazione corretta. Anche la posizione sul WC dovrebbe essere adeguata. Dal punto di vista farmacologico esistono creme che anestetizzano e rilassano la muscolatura, oltre alle iniezioni di Botox. Come autoterapia è utile una delicata dilatazione (flessibilizzazione) dell’ano.

    Qual è la causa di una ragade anale?

    Possibili cause sono il frequente rinvio della defecazione nonostante lo stimolo intestinale. Questo provoca feci dure che vengono poi “spinte fuori” in una posizione sfavorevole. Una ragade anale può svilupparsi anche come conseguenza di una malattia intestinale cronica oppure come effetto collaterale della chemioterapia. Ulteriori cause sono pratiche sessuali poco prudenti ed estreme tensioni dovute a traumi psicologici.

    È necessario un intervento chirurgico per una ragade anale?

    No, non necessariamente, poiché esistono diversi altri metodi per trattare con successo una ragade anale dal punto di vista medico, naturopatico oppure autonomamente. Se persiste per più di tre mesi viene definita cronica. In questo caso generalmente viene consigliato un intervento chirurgico.

     

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    Hera Schulte Westenberg
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